Con l’avvicinarsi del Natale è arrivato il momento di fermarsi a riflettere.
Il Natale non è soltanto una ricorrenza, ma il periodo dell’anno in cui il silenzio diventa occasione di ascolto per riscoprire il senso profondo della comunità scolastica. La scuola non è fatta solo di programmi, scadenze, orari, aule, corridoi, progetti e attività ma è una comunità viva, che cresce con i cambiamenti, che impara dalle differenze senza mai perdere la giusta direzione. La scuola è fatta di sguardi curiosi, di domande, di tentativi, errori e conquiste. Le attività svolte in questi mesi, hanno dato voce ai talenti dei nostri studenti, hanno rafforzato legami, acceso entusiasmi a volte anche con fatica. Ed è proprio in questa fatica che si riconosce il vero educatore ossia colui che predilige la cura alla fretta, la responsabilità alla via più veloce, l’ascolto al giudizio. Educare non significa riempire di contenuti ma accompagnare lungo un percorso di vita, non è pretendere ma credere. I risultati più autentici della scuola non sempre sono immediatamente visibili.
Maturano nel tempo, nei legami che si costruiscono, nella fiducia che cresce, nel sentirsi parte di una comunità. È in questi spazi silenziosi che la scuola compie il suo compito più alto quello non solo di trasmettere saperi, ma custodire persone.
Non ereditiamo il futuro ma lo costruiamo con ciò che decidiamo di fare oggi. Ogni gesto educativo è una scelta che si propaga nel tempo. Ogni parola detta con rispetto, ogni conflitto attraversato con responsabilità, ogni fragilità accolta con delicatezza è un atto di speranza concreta. In questo senso, la scuola è uno dei luoghi più autentici del Natale.
Diceva Arthur Schopenhauer, “… colui che ha una grande ricchezza in sé stesso è come una stanza pronta per la festa di Natale, luminosa, calda e gaia in mezzo alla neve e al ghiaccio della notte di dicembre”; oggi gli unici che possiedono ancora dentro di sé una “grande ricchezza” come la purezza, la sincerità e l’accoglienza sono i nostri ragazzi. Da loro dobbiamo prendere esempio per vivere questo Natale nel miglior modo possibile.
Celebriamo il Natale con gioia ma facciamo in modo che la nostra gioia produca qualcosa di concreto: un gesto, una parola, un impegno verso coloro che chiedono una mano. Se la cultura ha un valore, che si trasformi in fatti, perché la scuola non è soltanto custode di sapere ma officina di futuro.
A tutta la comunità scolastica mi sento di rivolgere il più sentito ringraziamento per l’impegno, la collaborazione e la responsabilità dimostrati nel corso dell’anno.
Un grazie va agli studenti per l’entusiasmo, la voglia di crescere e imparare, la capacità di mettersi in discussione e di essere custodi di meraviglia, alle famiglie per il perenne sostegno di chi accompagna senza mai sostituirsi, ai docenti e a tutto il personale scolastico per il costante lavoro che non fa rumore ma lascia tracce indelebili nelle vite degli altri.
Mi auguro che il nuovo anno porti serenità, salute e nuove opportunità di crescita personale e collettiva, rafforzando il senso di appartenenza e di fiducia verso il futuro.
A tutti Voi Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Cordialità.
Il Dirigente Scolastico
Prof. Giuseppe Semeraro
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