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Fate il primo passo contro i pregiudizi!

Sensibilizzazione e prevenzione sul disagio giovanile per gli studenti del Tito Livio

 

Articolo realizzato da Francesca Montanaro, Luigia Sannolla (IICL), Sofia Maggi, Teresa Po' (IIC s.u.)
Foto di Giorgia Cardone (IIC s.u.) 


Conferenza Diacono

Sabato 15 febbraio nell'Aula Magna del Liceo "Tito Livio" sono stati accolti Angela Albanese e Domenico Diacono, genitori della studentessa Antonella Diacono, rimasta vittima a soli 13 anni della propria sofferenza psichica. In memoria di Antonella è nata l'Associazione "Anto Paninabella Odv" che vuole essere una fonte di aggregazione per persone interessate ad aiutare soprattutto gli adolescenti e tutti coloro che sentono di vivere senza speranza, depressi, sfiduciati, in preda al disagio psico-emotivo.

La finalità dell'incontro non si è tradotta in una lezione accademica sulla depressione e le sue cause scatenanti bensì in un'opportunità offerta ai ragazzi di conoscere l'esperienza diretta di un genitore che deve affrontare la tragica perdita di una figlia.

Attraverso la lettura di alcuni pensieri di Antonella, scritti a breve distanza dalla sua morte volontaria, è emerso il suo stato d'animo connotato da inquietudine, dal male di vivere congiunto ad un senso di inadeguatezza e di profonda solitudine.
"Bisogna parlare, avere il coraggio di mettere a nudo la propria fragilità": questo è il monito rivolto a studenti e docenti da parte dei due giovani genitori, ospiti del Liceo. Soprattutto il padre ha tenacemente precisato che il suicidio di sua figlia è stato un atto di disperazione indotto dalla totale assenza di comunicazione dei moti nascosti del proprio Io.

Come dunque sarebbe possibile riconoscere tali problematiche e prevenirle? L'unica cura possibile sono le parole; nessuno può leggerci nel pensiero, né capire che siamo infelici. Tocca a noi fare il primo passo verso l'altro tramite l'empatia, l'ascolto oppure soltanto uno sguardo attento.
In merito a tali delicate ma rilevanti tematiche si è sviluppato un dibattito, di cui è stata moderatrice la Prof.ssa Maria Gazzilli (artefice dell'iniziativa), con protagonisti attivi gli alunni delle classi IIA s.u., IIB s.u., IIC s.u., IICL, VA ginnasio. Nel corso del dibattito è stato menzionato il termine bullismo ma la stessa madre ha sottolineato che parlare di "bulli" significa etichettare qualcuno, invece è necessario porre l'accento sulla superficialità del linguaggio da parte di ognuno di noi e focalizzare l'attenzione sulle parole che vengono dette nei confronti degli altri.
Antonella non riuscendo ad esprimere il suo dolore nascosto ha trovato protezione nella scrittura: purtroppo i suoi scritti sono stati trovati troppo tardi...

Conf. disagio

Affinché la morte assurda di Antonella abbia un senso, entrambi i genitori hanno deciso di realizzare uno dei suoi sogni, quello di diventare una scrittrice, con la pubblicazione del volume "Io sono come il mare", nel quale è possibile apprezzare il talento della propria figlia nel narrare storie e le sue innumerevoli passioni: la musica, il teatro, l'arte, la lettura, l'entomologia, il giornalismo, la politica, la difesa dei più deboli e dei diversi, il mare; nel mare Anto trovava la sua pace e dall'amore incondizionato per esso ha tratto ispirazione per la poesia scelta per intitolare la pubblicazione postuma degli scritti.

Inoltre i proventi ricavati dalle vendite del libro sono devoluti in toto all'implemento delle molteplici attività dell'associazione.
Noi tutti, insegnanti e discenti, ci siamo sentiti partecipi della sofferenza e della tristezza che tormentavano Antonella; riflettendo sulla sua storia ci siamo resi conto che il tempo per poter comprendere ciò che la affliggeva è stato davvero esiguo.
Angela, vedendo molti di noi in lacrime, non ha esitato ad abbracciarci: magari, da mamma, nei nostri abbracci cercava di ritrovare anche quelli della sua Antonella.